Into the NeXuS 02×03 – Live!

Scaletta di oggi

La musica di oggi

  1. Magdalen Graal – Touch Me
  2. Jonathan Coulton – Still Alive
  3. Bret Bert Jerred – When I’m Falling Down
  4. Boxing Fox – The Sun Is Shining
  5. Jonathan Coulton – Podsafe Christmas
Audio only: Download MP3

23 thoughts on “Into the NeXuS 02×03 – Live!

  1. Simone Pizzi

    Che dire, tra incespichi e momenti di imbarazzo familiare… la puntata è stata interessante e credo che tu stia tornando pian piano ai vecchi fasti. tieniti da parte sempre un brano di riserva quando devi smanettare col pc… o ci sono imprevisiti tenere la gente ad ascoltare gli smanetti diventa noioso 😀
    Per quel che concerne invece il tuo commento alla mia puntata, ho capito cosa volevi dore ma non è un commento alla mia puntata 😀

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  2. Sanjuro

    안녕하세요
    E’ stato interessante l’argomento di postal 2 dell sstv anche se non ci ho capito un c….o.
    E secondo me quei suoi sono strani al minuto 34 sono dello Spectrum 2a in caricamento. 😀 .
    Alla fine parli di classe politica vecchia del nostro paese ecc.. e poi di cliccare sugli annunci google.Ma io ho trovato questo sul tuo sito “Voti Silvio Berlusconi?
    Scopri la rivista di centro-Destra.Chiedi Ora la tua Copia Omaggio”. Scusa ma non me la sono sentita di cliccarci sopra .
    Cliccherò sui corsi di laurea on line, 5 facoltà ecc…
    ciao

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  3. NeXuS Post author

    Ciao Sanjuro, benvenuto.

    Il principio delle cassette usate come mezzo di distribuzione dati e’ esattamente lo stesso che sta alla base della tramissione di dati per via radio (immagini, audio, testo o altro che sia), quindi e’ normale che le cose ti sembrino molto simili! ^.^

    Riguardo alla pubblicita’… beh, non avrei avuto il coraggio nemmeno io. Purtroppo non posso dire a Google di non passarmi certa robaccia. 🙁

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  4. Sanjuro

    ciao replicante Nexus
    sappi che c’è una rivista in italia che si chiama nexus (comprata due volte) che affronta temi tipo UFO e * I microchip impiantabili sull’uomo
    * La sindrome aerotossica
    * Il cancro è un’infezione?
    * Terra: un pianeta in espansione
    * Free energy, celle a combustibile: il punto di svolta?
    * Percezioni extrasensoriali auto-indotte
    * 432 Hertz, la scala aurea e matematica dell’8 ) se ti interesssa.Teorie molto attendibili :madai!?:

    A proposito delle cassette navigando in internet ho letto in un commento che in passatosi poteva scarica (registrare) i giochi del c64 da alcune stazioni radio .è vero?
    Perchè ho letto vari modi di piratare i giochi su wikipedia tipo -copiando da cassetta a cassetta – comprando in edicola quelle non originali -o dai bbs , ma dalla radio no.
    ciao

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    1. Simone Pizzi

      Sta cosa delle trasmissioni radio l’avevo sentita anche io non ho mai saputo se la cosa era una leggenda metropolitana o se fosse realtà, ma certo che in definitiva non è che stiamo parlando dell’impossibile. Infondo si trattava di segnali audio. Addirittura, io mi ricordo che quando ero ragazzino esisteva una rivista che si chiamava LIST, della quale forse da qualche parte dovrei ancora avere il primo storico numero che altro non era che una rivista di listati basic con la quale ti programmavi i giochi e imparavi a programmare.
      Una volta questa rivista uscì con un numero speciale dove ci stavano dei giochi direttamente incisi su un disco che andava sul giradischi pur non essendo di vinile ma di plastica morbida… Non centra un cazzo è vero… ma mi è venuta in mente con il fatto dei segnali radio, quindi suoni quindi l’immagine di questo disco sullo stereo.

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  5. Edo

    Per quel che mi riguarda la diretta inficia molto la qualita’ del podcast: interruzioni per l’arrivo dell’amata, per far ripartire la chat, per leggere la chat… tutti minuti sprecati. Coglierei il consiglio di Simone di mandare dei bei pezzi di musica in quei frangenti e poi poter parlare senza interruzioni; anzi manda un pezzo per leggerti la chat ed interagire con gli ascoltatori solo dopo il pezzo, e robe simili. Se mandi in onda una immagine, descrivila perche’ non tutti vedranno il video, almeno descrivila per me che, stai sicuro, non lo guardero’.

    Di tutt’altro tono la parte in cui parli di Portal 2; sei riuscito a creare suspance e curiosita’ (anche in me che non gioco ai giochini al computer da svariati anni –sebbene giochi A computer). Ed e’ cosi’ che secondo me la trasmissione dovrebbe essere: un sapiente slalom tra parlato e musica, interesse e svago. Ma per cosi’ fare, io devo scrivermi una specie di canovaccio che seguo specialmente quando registro dei pezzi da solo: con Mau e’ piu’ semplice, ma ci mettiamo d’accordo lo stesso. In questo mi sono ispirato a Liartes di sproloquiocast, il cui podcast ritengo sia il piu’ radiofonico di quelli che ascolto… anche con Serieta’ innanzitutto (ma il genere e’ diverso e Sio e’ un ottimo improvvisatore). E poi alla fine mi tocca fare il taglia e cuci.

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    1. NeXuS Post author

      Caro Edo, ero convinto di averlo gia’ detto ma lo ripetero’: io ho incominciato a fare podcasting per me, e per me continuo a farlo. Se ho ascoltatori tanto meglio, altrimenti saranno parole buttate al vento, ma che mi regalano un momento di svago.

      Intendiamoci bene, non e’ che io non apprezzi Sproloquiocast (anzi, mi piacerebbe una trasmissione in formato Sproloquiocast con Simone Pizzi al microfono), ma Liartes ha in mente uno “spettacolo” diverso dal mio (trovo molto fastidiose, ad esempio, le risate tipo sit-com americana). Io parlo perche’ ho voglia di parlare, sto zitto perche’ ho voglia di stare zitto, cazzeggio perche’ ho voglia di cazzeggiare… anche in diretta (della chat avrei potutto fregarmene, per quello che l’ho usata).

      Pero’ la diretta mi da molta piu’ immediatezza nell’interfaccia tra me e gli ascoltatori (anche se e’ la comunicazione a venirne danneggiata), mi sprona ad essere il piu’ conciso possibile e ad intervallare maggiormente con la music, senza contare che io mi diverto di piu’.

      La scaletta credi che non me la prepari? La preparo durante tutta la/e settimana/e, ascolto musica e mi segno i pezzi da passare, raccolgo link, filtro le idee, butto giu’ un abbozzo di ragionamento per ogni argomento… ma non voglio tornare a fare il vecchio “Into the NeXuS” in cui passavo 3, 4, anche 5 ore al microfono a fare a rifare, e poi davanti al computer a tagliare, incollare, effettare…

      Magari “Into the NeXuS” non verra’ mai passato su una radio, ma non e’ per questo che lo faccio. Altimenti non si chiamerebbe cosi’.

      Poi, parte dei problemi sono dovuti alla mia relativa inesperienza (ho fatto solo 2 puntate live e sto ancora esplorando Ustream producer) ed apprezzo che mi si diano consigli su come annoiare di meno (dalla prossima volta vedro’ di avere pronti un paio di pezzi di emergenza e cerchero’ di descrivere le immagini), ma credo che un po’ di flessibilita’ da parte del pubblico faccia parte di quello che e’ il podcast alla “Into the NeXuS” (specialmente perche’ esiste il tasto di fast-forward da quando esistono le cassette audio). Quanto mi sarebbe costato tagliare i vuoti? Forse 15 minuti, ma non l’ho voluto fare per il semplice motivo che non sarebbe piu’ una “differita” di quello che e’ successo, inceppi e tutto quanto.

      Grazie comunque dei consigli e del fatto che mi ascolti nonostante le pecche (che siano poi davvero tali?) 🙂

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      1. Simone Pizzi

        A questo punto mi permetto di intromettermi in questa conversazione perché ritengo, secondo il mio ubermodesto parere, che abbiate in parte ragione entrambi. Non lo dico solo per convenzione o per compromesso diplomatico, ma perché tutto sommato lo penso e poi perché credo che in tutti i pareri, anche quelli più discprdanti dalla mia opinione, ci sia sempre del buono.
        In primis le critiche che ha fatto Edo, e che in parte ho fatto anche io, sono motivate dal fatto che una trasmissione, fatta per se o fatta per il mondo, rischia di essere ascoltata e pertanto sebbene l’ascoltatore di podcast è in grado di comprendere che il tempo porta sempre perfezionamento, dall’altra è comunque una persona che per interesse verso il conduttore e le sue idee ci dedica il suo tempo… e al giorno d’oggi il tempo mperita rispetto. (questa cosa me l’avete detta qualcuno di voi maestri dai quali io posso solo che imparare)
        D’altro canto, come già anche detto sopra, Nexus ci spiega che ha voluto dare un taglio e portare la sua trasmissione ad un grado evolutivo superiore passando dal postprodotto al live e quindi bisogna sicuramente portare pazienza. Anche se io credo che il live è una cosa della quale bisogna aver esercizio ed esserne dotati ed infatti di podcaster live italiani ce ne sono ma non è certo l’eccellenza che li contraddistingue.
        Credo che In To The Nexus sia sulla buona strada, il conduttore ha una buona capacità di narrazione, se non è distratto da altre cazzatine, e che è stato in grado di far stare concentrata anche mia moglie sul discorso di Portal 2 e lei ha giocato solo ad Heavy Rain nella sua vita (di cui ha fatto morire tutti, anche quelli che non era previsto dal gioco che morissero :D)
        Sul discorso del video sono d’accordo con entrambi, nel post sotto Nexus dice che il video da una sorta di veridicità al contenuto ed è vero in linea di massima (pur sempre discutibile) ma è anche vero che la stragrande maggioranza delle volte che io ascolto un podcast lo faccio su ipod, lettori, sullo stereo dell’automobile e non certo stando fermo davanti alla pagina mentre sono al pc per guardarmi le cose di cui si parla. Se posso dare un consiglio, pur apprezzando questo tipo di multimedialità, gradirei comunque una descrizione dell’immagine a schermo perché non è detto appunto che io la stia vedendo.

        Comunque le vecchie puntate di questo podcast a me piacevano e piace anche questo, spero solo che prenda maggiore ritmo e ci sia più concentrazione sulle cose da dire che sul contorno interattivo, al quale si dedica il tempo durante le pause per poter poi rispondere in diretta.
        E poi… boh… dire che si fa un “podcast per se stessi”… sai, io sta cosa di fondo non la condivido… condivido il fatto che la si fa perché ci piace farla, perché ci da stimolo, ci gusta quando siamo al microfono, ma nessun esperimento di comunicazione, dall’artistico all’etereo è mai fine a se stesso ma sempre frutto di una esigenza di espressione.

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        1. NeXuS Post author

          Ci mancherebbe che il tempo non necessiti dell’adeguato rispetto, ma il fatto che io stessi facendo una diretta video mi ha indotto a interpretare il tempo in maniera diversa: in video si vede il mio faccione che fa i versi piu’ strani mentre cerco di sistemare la chat (penso sia abbastanza divertente) nonche’ il cartello di lavori in corso che ho usato durante la pausa (ok, la musica me la sono proprio scordata, alla prossima occasione vi passo un pezzo che non scorderete mai).

          Poi, se sentendo un podcast di cui tutto non vi e’ chiarissimo, ma ben sapendo che esiste una versione video non vi viene voglia di controllare cos’e’ quel che vi manca… boh. Fosse un prodotto solo audio capirei, ma non e’ cosi’, inoltre ormai e’ possibile fare “seeking” in maniera pressoche’ istantanea usando un qualsiasi player video (metto anche il link al file video apposta perche’ uno possa scaricarselo).

          In ogni caso metto in saccoccia i consigli, tanto di Edo che di Simone, e cerchero’ di fare piu’ attenzione, ma non intendo fasciarmi la testa. Il taglio che ho deciso di dare e’ quello della spontaneita’ quanto piu’ possibile, ivi compresi gli imprevisti e le imperfezioni che fanno parte di me e della mia vita.

          Riguardo l’ultimo paragrafo, caro Simone, mi permetto di farti notare come la comunicazione sia si’ frutto dell’esigenza di espressione, ma che l’espressione non e’ necessariamente legata alla comunicazione (e.g. sono convinto che un uomo, anche su un’isola deserta, scriverebbe o canterebbe o parlerebbe… nonostante non ci sia alcuno con cui comunicare).

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          1. Simone Pizzi

            Aspetta, se mi fai un esempio assurdo ti rispondo che quello non è espressione ma follia 😀

            in ogni caso ok, sono visioni ma non dobbiamo incastrarci su questo. E poi nessuno, io almeno no di sicuro, ha detto che ti devi fasciare la testa. Io dico che se tu stai facendo un media ibrido devi trattarloc ome tale per il rispetto di entrambe le fonti, sia quella video che quella audio. Altrimenti stai facendo un video podcast e leva la parte audio. Mi sembra onesto come ragionamento.
            Sul discorso spontaneità io sono d’accordo però, ma forse mi sbaglio, noto una presa di posizione un po puntata su questo fatto. Io ti ascolto e ti ascolterò comunque, è ovvio che se ti do un’indicazione secondo il mio punto di vista da “ascoltatore” mi aspetto che almeno lo ascolti, poi quel che ne farai è affar tuo 😉
            un abbraccione virtuale… e invitami in KOREA! 😀

          2. NeXuS

            Considerero’ la faccenda dei due media, ma per il momento il media medium principale e’ il video. Io mi aspetto che la gente lo guardi, in linea di principio, e che ascolti l’audio quando proprio non puo’ fare altrimenti (io faccio cosi’ con Nowherecast, magari sono strano io).

            In Corea siete tutti invitati quando vi pare, previa comunicazione (potrei essere in Italia io…)!

    2. NeXuS Post author

      P.S. Se non guardi il video per principio sei un po’ un cazzone… 😉
      Un’altra delle ragioni per cui sono passato ad un formato diverso dal solo audio e’ la possibilita’ che il video garantisce.

      Reply
  6. Edo

    Hey Nexus, t’ho proprio punzecchiato! Beh, sono stato un po’ caustico, l’ammetto, ma d’altronde sebbene i podcast li facciamo per noi stessi ci piace che vengano ascoltati e commentati. E perche’ vengano ascoltati (o visti) devono anche suscitare interesse in chi li ascolta. Per quel che mi riguarda, penso che ci ascoltiamo a vicenda perche’, in fondo in fondo, ci vogliamo bene; sono nate delle amicizie grazie a questo mezzo e siamo una piccola famiglia — il familycast di cui parlava Marco Pizza.

    Lungi da me pensare che ti metta davanti al microfono senza esserti preparato prima una scaletta ecc. e lungi da me pretendere che Into The Nexus assomigli a Sproloquiocast. Ma questi erano solo spunti per migliorare il tuo format… lo faccio sempre con quelli di nowherecast, s’incazzano, ma in fondo sanno che ho ragione! Nei commenti non e’ necessario farsi i pompini a vicenda…

    Ultima cosa: pensa a colui che ti ascolta come uno che non avra’ voglia di fare un seek ma piuttosto ad uno che cambiera’ canale… io faccio il seek 😉

    Alla prossima!

    PS i tempi di rilascio di Siee Giuee Accaso rasentano i 2 mesi per questi motivi…

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    1. Simone Pizzi

      Approposito di famiglia… 🙂 che insomma è bello ma mi fa sempre sorridere (come mi capita spesso in queste manifestazioni spontanee di bontà internettiana), qualche tempo fa Julien di RockHouse mi disse che era in programma un pranzo/cena dei podcaster e che esisteva un wave per organizzare la cosa. Io non ne ho saputo piu niente, anzi, veramente non ne ho mai saputo niente… ma è stata fatta?

      Reply
    1. NeXuS

      Che tu abbia passato dieci minuti a vomitare non e’ bello per niente. Mi auguro solo che fosse per via di una sbronza, almeno ti saresti divertito per bene prima. 🙂

      Apprezzo il fatto che tu sia disposto a fare seeking per me, e concordo con quello che hai detto riguardo ai podcast “nostrani” (per buona parte toscani… ihihihihih), rimane il fatto che io non ho un format per la mia trasmissione, al contrario di Liartes, e continuero’ a tenere i tempi a braccio. Torno a dire che non ho piu’ voglia di passare 3 ore al microfono e 3 ore davanti ad Audacity (con relativi crash e incazzature varie) per ottenere un’ora e mezzo di trasmissione. Magari la voglia mi tornera’ per un progetto diverso.

      Reply
      1. Edo

        No! Ho vomitato l’anima per via di una salsa con dell’aglio crudo (ingerita sabato) e della zuppa di fagioli leggermente fermentata (ingerita lunedi’ in uno stomaco non ancora ferreo).

        Torno a ripetere: i podcast amatoriali sono belli quando l’autore si diverte a farli, quale che sia il format. D’altronde bisogna anche andare incontro all’ascoltatore se vogliamo essere ascoltati. Tutto qui.

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  7. Sanjuro

    c i a o
    A proposito di
    “Il Podcasting vale come mezza radio” si intende il podcast dei programmi radiofonici.

    Su Luttazzi hai completamente ragione.Io ,leggendo alcuni suoi libri e vedendo alcuni suoi dvd, tempo addietro avevo già intuito da alcune sue battute che potessero essere di ispirazione americana perchè non facevano parte del sentire comune italiano.
    Comunque sia plagio o no i suoi ultimi spettacoli mancavao di brillantezza ma mantenevano sempre la caratteristica coprolalia.

    Reply
    1. NeXuS

      Hai perfettamente ragione sul Podcasting inteso come Podcasting Radiofonico, ma il dato e’ comunque importante, perche’ vuol dire che il mezzo e’ ben conosciuto e che sarebbe tranquillamente possibile impostare un business a mezzo Podcast (cosa che negli States viene fatta ormai da tempo)… ma ovviamente non in Italia.

      Riguardo Luttazzi, come ho spiegato, non e’ il fatto che abbia “copiato”, o citato che dir si voglia, perche’ lui stesso lo aveva spiegato sul proprio blog. Quello che mi ha fatto arriabbiare e’ stato il sostenere la totale originalita’ delle battute nei luoghi che piu’ contano (ovvero in televisione e radio). Riguardo la coprolalia… beh, e’ uno stile estremamente caro a molti comici americani, e, vista la formazione molto americanofila di Luttazzi, la cosa non mi stupisce molto.

      Reply
  8. CasaPizza

    @ Simone
    abbiamo letto tutta la discussione…bhe Simone sicuramente Nexus e tutti noi podcaster faremo tesoro dei consigli tuoi e di Edo e sono straconvinto che nei commenti non bisogna farsi “i pompini a vicenda” proprio come diceva Edone l’adone però…..
    Ti assicuro che noi abbiamo conosciuto diversi podcaster “di persona” tra cui Max-Nexus e che la storia della “webfamily” o “podfamily” non è una stronzata……non capiamo il fatto che la cosa ti faccia sorridere ma nonostante questo chiedi del pranzo-cena dei podcaster dopo due righe 😉 … ci sembra un po’ contraddittorio. 🙂
    Noi abbiamo sempre ribadito che il PizzaCast lo registriamo in primis per noi e poi per farci ascoltare dagli altri se lo vorranno; siamo i primi a chiedere consigli ed a farne tesoro quando possibile, (ti ho interpellato anche via mail per avere alcuni consigli!) ma alla fine quello che conta per noi è il nostro divertimento nel registrare e preparare la trasmissione e la spontaneità che cogliamo nel riascoltarci fa si che quei momenti UNICI siano stati come fotografati. Ora magari ti farà sorridere anche questo ma la verità non è mai una sola, questa è la nostra esperienza e forse è quello che voleva esprimere anche Nexus pur accettando e facendo tesoro di quello che a lui interessava dei vostri suggerimenti. 🙂 Oh si fa per parlare eh!!!!!

    @tutti
    in ogni caso riteniamo che alcuni piccoli imprevisti tecnici rendano la trasmissione più calda e meno informale, aiutando ad abbattere il muro che esiste tra podcaster ed ascoltatore…non vi è mai capitato di immedesimarvi nel dj che prende tempo mentre la regia contatta un ospite o un ascoltatore??? A volte da questi “riempitivi” nascono osservazioni anche molto interessanti o momenti di alto umorismo……

    @Nexus
    Ci piace davvero tanto Nexus-Live anche con tutti i suoi scazzi! Vai Max….registra più spesso! La storia dell’ ARG di portal2 non l’avevamo proprio sentita e ci ha tenuti incollati all’episodio……ganzetto!

    Reply
  9. Pingback: bert jerred » Falling into the Nexus

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