Brunetta dice, testuali parole, “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro … non significa nulla”.
Ottimo, mi pare ovvio visto che lui non fa una benemerita fava (da intendersi come baccello, son pur sempre toscano io) dalla mattina alla sera e prende un sacco di soldi dalle tasche dei contribuenti ogni mese.
Vediamo allora se riesco a spiegare io, a questo mostro di ignoranza, che cosa vuol dire che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
L’articolo 1 della nostra Costituzione repubblicana mette in evidenza la necessità del fatto che tutti lavorino, perché senza il lavoro dei cittadini non è possibile mantenere lo stato sociale. I cittadini, lavorando, creano ricchezza e mettono il paese in grado di competere sul piano dell’import-export. Inoltre, sempre lavorando, i cittadini guadagnano una certa quantità di denaro ogni mese sulla quale devono pagare le tasse (in prima persona o per interposta persona), tasse che confluiscono nelle casse di questa grande macchina che viene chiamata “Stato” e che garantisce (o dovrebbe garantire) servizi di prima e secondaria necessità quali: acqua, elettricità, sanità, trasporti, giustizia, “welfare”, stipendi di parlamentari e senatori, etc. Tali servizi sono forniti a tutti, in egual misura (eccettuati gli stipendi, si intende), e tutti sono liberi di usufruirne proprio perché vige il principio che tutti lavorano e partecipano al benessere del paese, inteso nel senso lato di comunità dei cittadini.
Quindi, caro minestra Brunetta (ché di ministro abbiamo proprio poco, titolo a parte), ecco spiegato il significato dell’articolo primo della Costituzione, in parole credo comprensibili anche ad uno come lei. E non è che ci voglia una laurea per arrivarci (anche se io sto prendendo un dottorato all’estero).







9 responses so far ↓
1 jp // 2010-01-04 at 8.35 am
Non commento boutade così strampalate…
(…e si che io mi son sempre chiesto perchè una Costituzione nata in quel periodo e con quei partiti nella Costituente, parli di “lavoro” e non di “lavoratori”. Filosoficamente, mi sento quasi offeso nel leggere che per la _mia_ Costituzione conti solo il mio lavoro, come se da bimbo io fossi il nulla… Io ci aggiungerei un più preciso “[... sul lavoro] dei suoi cittadini”, giusto per limitare il danno
)
2 NeXuS // 2010-01-04 at 3.36 pm
Il problema, JP, e’ che a non commentare si finisce per fare il loro gioco: “ce stanno a prova’…” e se non si fa qualcosa ci riusciranno.
Sulla specificazione mi trovi in parte d’accordo: se e’ vero che sarebbe bello che i cittadini venissero menzionati, chi altro dovrebbe lavorare? Gli schiavi?
Inoltre nell’articolo primo c’e’ una seconda parte, in cui i cittadini (popolo) sono espressamente menzionati. Il testo completo e’:
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
3 sardauker // 2010-01-07 at 6.57 pm
Così decontestualizzata, c’hai ragione tu. Vorrei sapere in che contesto è stata espressa ’sta frase, però.
4 NeXuS // 2010-01-07 at 7.00 pm
Parole di Brunetta da una intervista a Libero sulle riforme.
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/01/02/276478-brunetta_modificare.shtml
5 sardauker // 2010-01-08 at 12.08 am
Che non inventavi l’avevo per certo, visto che hai virgolettato.
però:
Per il ministro “la parte valoriale della Costituzione ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito”. “Fermi restando i principi fondamentali, nei quali tutti ci riconosciamo, bisogna avere allora il coraggio di parlare anche della prima parte della Costituzione”
Il “non significa nulla”, ad una MIA interpretazione vuol dire “non significa nulla DA SOLO”.
“Stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla” significa, IMH&IO, che, appunto, è una base insufficiente se non si citano i valori del “mercato, della concorrenza e del merito” di cui poco sopra.
Certo, dire che brunetta scaga il lavoro e la costituzione attira l’occhio, ma se ci si ferma ai titoli non la finiamo più di darci addosso.
Grazie per il link.
6 NeXuS // 2010-01-08 at 12.26 am
Beh, e’ una tua opinione. Io rimango dell’opinione che se avesse voluto dare alla frase il significato che le attribuisci con la tua interpretazione… beh, gli sarebbe bastato formularla come te.
E comunque il lavoro, per come e’ indicato in tutta la prima parte della costituzione, e’ un diritto ed un valore indipendente da tutto quello che e’ stato menzionato da Brunetta. Che poi altre cose (come la retribuzione) debbano essere proporzionate al tipo ed alla quantita’ di lavoro e’ gia’ scritto, cosi’ come il fatto che uno debba essere produttivo (vedi Art. 4: e’ necessario concorrere al progresso materiale o spirituale della società).
Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 35 – La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.
Art. 36 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Art. 51 – [...]
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
Etc, etc, etc. Se solo la si leggesse, la Costituzione, non si direbbero certe stupidaggini. Per altro, secondo la mia modestissima opinione, mercato e concorrenza non hanno niente a che vedere con il principio/diritto astratto del lavoro, che e’ cio’ di cui si occupa la Costituzione.
7 NeXuS // 2010-01-08 at 12.27 am
P.S. Brunetta: “Fermi restando i principi fondamentali, nei quali tutti ci riconosciamo[...]”
Evidentemente lui non ci si riconosce poi tanto, nel principio del lavoro come inteso dalla Costituzione.
8 sardauker // 2010-01-08 at 3.19 am
Ok, brunetta scaga il lavoro e la costituzione, che ti devo dire. in realtà, anche da altre estemporaenee esternazioni non parrebbe (mi ricordo quando, intervistato mentre era in piazza, dei giovInotti l’apostrofarono perculandolo perchè non era in ufficio. Rispose con una cosa del genere “il mio lavoro è anche questo; voi piuttosto, come mai non siete a lavorare, che fa tanto bene?”
poi, vabbè, se voglio la interpreto “io posso lavorare in giro perchè so’io, e tu che non sei un cazzo devi andare nelle miniere di salgemma”, ma bisogna per forza voler pensar male.
no, non mi torna, via.
9 NeXuS // 2010-01-08 at 3.23 am
Io dico solo che Brunetta ha una idea alquanto incostituzionale del lavoro, inteso come bene comune e diritto dell’uomo.
La frase “il lavoro nobilita l’uomo”, all’apparenza pura retorica, nasconde diverse grandi verita’. Se incominci a specificare nella Costituzione che si lavora solo se chi ha gia’ fatto i soldi si sente di investire… beh, qualcosa smette di funzionare.
Sul fatto che Brunetta scaghi il lavoro, come dici te, puo’ darsi che sia solo una mia impressione.
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