Premetto due cose:
- Bisogna distinguere tra rom e rumeni: i rumeni sono tutti coloro di nazionalita’ rumena, i rom sono una parte della popolazione
, originariamente rumena,dalle tradizioni “zingaresche”. - Io non ce l’ho con i rumeni, ma ce l’ho a morte con i rom. Perche’? Semplice. Queste persone, nomadi (o forse dovremmo dire “parzialmente stanziali”, visto che si fermano per lunghissimi periodi nello stesso luogo), hanno nella propria cultura il rifiuto del lavoro. Questo vuol dire che si rifiutano di partecipare alla vita sociale del luogo dove si spostano di volta in volta, vivendo da parassiti e spesso infrangendo la legge.
Cio’ detto, chiarito quindi che a me i rom non piacciono per niente, trovo assolutamente improponibile che venga richiesta la schedatura solo di una parte della popolazione italiana (legale o clandestina che sia): che si prendano le impronte di tutti, credo che sarebbe una buona cosa.
Riprendo un pezzo dell’amico Sardauker per aggiungere una cosa:
…le mie impronte digitali, assieme a quelle di ogni maschio maggiorenne fino al 2003 -mi pare- lo Stato Italiano ce le ha, quindi nel caso mi devo sentire discriminato io perchè a me le hanno prese e a loro no…
L’esercito e’ l’esercito: quando ne fai parte, anche in via temporanea, sei sottoposto, tra le altre cose, a legge marziale. Non facciamo confusione.

SONO D’ACCORDO!!
Impronte, iride e dna a TUTTI! Cittadini italiani ed immigrati clandestini e non…
e al primo crimine commesso (di qualsiasi natura penale) chip RFID sottocutaneo come quello dei cani.
Questo per TUTTI!!! Cittadini italiani e non!
ehm, tanto per fare il pedante: i rom non son di origine rumena, in comune hanno solo l’assonanza e il caso storico che dopo la seconda guerra mondiale la paggior parte dei rom si sia ritrovata li.
Ci sono almeno due o tre etnie diverse che compongono gli zingari e tutte vengono dal nord dell’india o centro asia. I rom sono una di queste.
Non tutti i rom vivono nei campi, in situazione “semistanziale”, anzi una buona meta` vive esattamente come gli altri italiani: casa, lavoro, tv e votare berlusconi.
Per farsi una cultura consiglio *vivamente* di sentire la conferenza della comunita` di Sant’Egidio, che saranno pure maledetti cattolici, ma su questa faccenda sono quelli che hanno la visione piu` lucida di tutti.
http://www.radioradicale.it/scheda/257670/il-caso-zingari-e-il-problema-impronte-digitali
Grazie per la dritta serpentone, mi fa sempre piacere che qyalcuno mi corregga quando sono nel torto.
Sono daccordo con Nexus e non penso a dire il vero che la precisazione sul semistanziale o il nomade aiuti a risolvere il problema, lo trovo un semplice sofismo. Il problema esiste e basta, è inutile girarci intorno per paura di essere tacciati di razzismo. Secondo me la questione Rom è uno di quei casi spinosissimi in cui il problema, da concreto viene spostato su un piano ideologico in maniera errata. Ho appena postato sul mio blog (http://felicedisorprendermi.blogspot.com/ )un pezzo che spiega la cosa. Se volete dategli un’occhiata.
Ciao
Simone
eh, va bene.
Però capiamoci: che le prendano a tutti, e basta. Non facciamo distinzioni sull’etnia, ovvio.
Diciamola così: tutti i residenti in maniera stanziale o semistanziale sul territorio italiano eccetera eccetera.
Ma lo sai che se invece di “rom”dicevano “tutti i resisdenti, italiani o stranieri, nei campi nomadi” questo accidente di lana caprina non saltava fuori?
No Sarda’, non cambiava niente: si sarebbe comunque discriminato in base alla domiciliazione.
Art. 3 della Costituzione:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Dal De Mauro-Paravia le definizioni di “cittadino”:
“1 agg. FO della città : parco c., mercato c., traffico c. | proprio della città e dei suoi abitanti, spec. in contrapposizione a ciò che è tipico della campagna: abitudini cittadine; avere maniere cittadine, un’aria cittadina, che si pretendono moderne e raffinate
2 agg. OB civico: virtù cittadine | civile, intestino: lotte cittadine
3 s.m. FO chi vive in una città : i cittadini di Padova, un c. leccese, appello ai cittadini; in contrapposizione agli abitanti della campagna, modi da c., con pretese di urbanità e raffinatezza
4 s.m. FO chi ha la cittadinanza di uno stato: c. italiano, c. inglese
5 s.m. CO fig., membro di una comunità ideale: c. della repubblica delle lettere
6 s.m. LE concittadino: voi cittadini mi chiamaste Ciacco (Dante)
7 s.m. LE abitatore, frequentatore: amore femmi un cittadin de’ boschi (Petrarca)
8a s.m. TS stor., nell’età comunale, borghese appartenente all’ordine intermedio tra nobiltà e popolo
8b s.m. OB civile, borghese, contrapposto a militare o ecclesiastico
9 s.m. TS stor., durante la rivoluzione francese, titolo dato a tutti senza distinzione di classe sociale”
In questo caso credo che l’interpretazione da dare sia la numero 5, ” membro di una comunità ideale”. O le prendi preventivamente a tutti o non le prendi a nessuno.
beh, allora io son cittadino di second life, e son tutelato dalla costituzione per quello? questa interpretazione l’hai presa un po’ larga.
Allora diciamo così: io mi accampo in un bosco demaniale. dopo un po’ mi cacciano -giustamente, peraltro-. sono costituzionalmente discriminato perchè mi cacciano in base alla mia domiciliazione?
Viceversa, abito in una regione a sviluppo economico ridotto. Sono discriminato costituzionalmente perchè ho sgravi e tutele?
No, la Costituzione -e va’, lo scrivo maiuscolo- è nata per tutelare. Coloro che vivono in un campo nomadi, pure. I bambini che altrimenti sarebbero intutelabili, pure, visto che fuggirebbero tra le maglie di controlli troppo vaghi, pure.
Se hai una scottatura che fai, ti ci spalmi il Foille sopra, o lo spalmi su tutto il corpo perchè la tua pelle è uguale dappertutto? Si interviene dove serve, no? Senza dire “quella delle mani è una pelle di merda, che me la scotto spesso”, però, tutto qua.
Si tutela chi ne ha bisogno, e stavolta per identificare chi ne aveva bisogno il criterio era quello. Non quello dell’etnia -accidenti alle strumentalizzazioni- ma quella delle condizioni socio-sanitario-culturali deficitarie.
Non son bravo a spiegarmi, eh?
Allora, non ci siamo. Ho capito perfettamente che cosa stai dicendo, ma stai confondendo le cose.
Prendo il tuo primo esempio: mi accampo in un bosco demaniale, mi cacciano.
Prima di cacciarmi devono, se previsto dalla legge, rivolgersi alle autorita’, le quali giudicheranno il caso indipendentemente da se io sia immigrato regolare, clandestino o persona di cittadinanza italiana. Questo vuol dire essere uguali di fronte alla legge.
Mi spiace, ma ci sono azioni, come quella di prendere le impronte digitali, che esulano dal mio concetto di “tutelare” per come l’hai usato tu. Assomigliano troppo ad una discriminazione di carattere “cattivo”.
Perche’? Perche’ le impronte digitali sono collegate al meccanismo della giustizia, che deve essere uguale per tutti.
Ammettiamo che io, abitante di citta’, sia un falsario talmente bravo da produrre una falsa identita’ con tanto di documenti (carta di identita’, codice fiscale, etc.). Oppure che, molto semplicemente, sia un clandestino che vive in citta’ anziche’ in un campo nomadi.
Per quale ragione lo Stato dovrebbe avere a disposizione le impronte di una persona che vive in un campo nomadi e non le mie? Perche’ dovrebbe “tutelare” di piu’ uno che abita in un campo nomadi?
In ogni caso spero che avessi capito che il mio riferimento al tuo post era solo per cio’ che riguarda l’esercito: non intendevo certo metterti in bocca parole che non hai detto.
Mhmm, non credo che sia una questione di lana caprina quella di considerare la differenza tra rom stanziali e semistanziali.
Perche` se vai a vedere il “problema rom” e` cosi` strutturato: da fastidio la piccola criminalita`, scippi, furti in appartamento, accattonaggio. Un certo numero di questi crimini viene commesso dalle persone che abitano nei “campi rom”.
Allora si puo` dedurre che il problema stia nei rom, sia appunto un “problema rom”. Pero` poi scopri che oltre meta` dei rom sta in case, modeste, e fa la vita, modesta, degli altri cittadini italiani.
Allora che ti rimane? Il campo.
Ma che ha il campo di speciale? Le persone che ci abitano sono povere, poco o niente istruite, ai margini ed oltre della societa` normale. Tanto che lo stato addirittura non sa nemmeno chi ci abita.
Oh ma che buffo, si scopre che i piccoli crimini vengono commessi dai poveri ignoranti ai margini della societa`. Che scoperta! Del resto forse ci si poteva arrivare un po’ prima, perche` e` esattamente la stessa cosa nelle periferie degradate delle grandi citta`, nelle campagne depresse, nelle zone industriali in rovina. Senza bisogno di essere rom.
La discriminazione non solo e` ingiusta, e` pure sbagliata ai fini di risolvere il problema.
Eh no scusa dasnake ma questo è fumo negli occhi puro. Dici:
“…Pero` poi scopri che oltre meta` dei rom sta in case, modeste, e fa la vita, modesta, degli altri cittadini italiani…” Non so dove tu abbia tratto questa informazione in quanto il popolo Rom rifiuta esso stesso qualsiasi forma di integrazione culturale e/o sociale, il lavoro e l’istruzione nel nostro senso di intenderla. Non è un fatto di povertà e non regge nemmeno la storiella della società malvagia che non permette ai rom, vogliosi di lavorare, di integrarsi. Non si può gridare alla discriminazione quando si vuole vivere in un paese straniero senza accettarne un minimo le regole crescendo bambini nella sporcizia e nel degrado, senza voler lavorare, senza mandare i figli a scuola e istruendoli invece all’accattonaggio e al furto (il “certo numero di reati” di cui parli è circa il 15%) . Ti assicuro che è così perchè io ho fatto il servizio civile e sono andato nei campi Rom e non hanno alcuna intenzione nè di lavorare, nè di essere censiti, nè di studiare o di integrarsi. Questo ad esempio non avviene con altri immigrati non Rom, come mai? Ovviamente non vuol dire che ci sia un’identità tra rom e degrado o che la delinquenza sia dovuta solo ai Rom, ma sinceramente se si vuole negare che ci sia un problema sociale e di sicurezza legato ai rom si perde un po’ di intelligenza.
La faccenda si sta facendo polemica, quindi se il nostro ospite non gradisce basta un fischio e la smetto.
Allora, l’affermazione “…Pero` poi scopri che oltre meta` dei rom sta in case, modeste, e fa la vita, modesta, degli altri cittadini italiani…†l’ho presa dalla conferenza stampa che la comunita` Sant’Egidio ha fatto qualche tempo fa. La puoi trovare riportata un po’ ovunque in agenzie o altri articoli dell’ambiente sinistrese-cattolico sull’argomento oppure in forma integrale su radioradicale.
Mi rendo conto che come affermazione e` un po’ campata per aria, manca uno studio solido e dei numeri per supportare la tesi. Cosi` mi sono messo a ricercare e ho scoperto che non si trova molto di preciso sui rom. Buona parte dei numeri che si trovano a giro falliscono ogni tentativo di risommarli (fanno molto piu` o molto meno del 100%) quindi probabilmente sono presi da fonti distinte e in disaccordo tra di loro (se non direttamente inventate).
Possiamo pero` prendere per buono quello che c’e` scritto in una relazione del Ministero dell’Interno:
http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/13/La_pubblicazione_sulle_minoranze_senza_territorio.pdf
Alla voce “casa ed habitat” dice che 2-3% dei rom e sinti sono nomadi e il 20% abita in baracche di fortuna. Se le sottrazioni non sono un’opinione il 77% dei rom e sinti dovra` abitare da qualche parte che non sia baracche o carri itineranti. Suppongo si tratti delle case di cui parla lo stesso rapporto qualche paragrafo piu` in la.
Ora che la precisazione e` fatta posso passare un po’ alla polemica: tu invece da dove la prendi l’affermazione “il popolo Rom rifiuta esso stesso qualsiasi forma di integrazione culturale e/o sociale, il lavoro e l’istruzione nel nostro senso di intenderla” ?
Dalla tua esperienza del servizio civile nei *campi* rom? E in che maniera questa esperienza ti dice che il problema e` prima nella cultura rom e dopo nel fatto di abitare in dei campi in situazione di degrado e non il contrario?
Posso ricordarti che in romania prima della crisi alla caduta del comunismo c’erano intere citta` abitate da rom che conducevano una vita inquadrata da socialismo reale un po’ come tutti gli altri rumeni? E che una parte dei rom che vivono in situazione di maggior degrado sono proprio di quelle parti? Dov’era finita la loro cultura del furto e del non lavoro durante l’epoca comunista?
Il problema sociale e di sicurezza e` legato ai rom perche` i rom fanno parte delle frange della nostra societa` che vengono discriminate e relegate nella poverta`. Si perde un po’ d’intelligenza a voler vedere un caso speciale quando abbiamo gia` vissuto questa storia, migliaia di volte.
Il sardo della barbagia e` un ladro per il cagliaritano, e lo e` per cultura.
Il meridionale operaio della fiat e` un ladro per il torinese, e lo e` per cultura.
L’italiano emigrante e` un ladro per lo statunitense d’inizio secolo, e lo e` per cultura.
A me questa cultura mi sembra un po’ una scusa, no?
Se è stata colta una vena polemica era mio malgrado. Volevo soltanto partecipare ad una discussione costruttiva. Perdonami ma la mia esperienza diretta con i rom la considero più attendibile della generica dichiarazione di S.Egidio. Anzi ti invito a recarti in un campo rom e a parlarci, te ne potrai rendere conto da solo. Dici “i rom fanno parte delle frange della nostra societa` che vengono discriminate e relegate nella poverta`” ma il problema è relegate da chi? Perchè non esistono campi di tunisini? Sorvolo sul discorso sugli italiani in America, se volevi trovare un’analogia tra loro e i rom la prendo come una battuta di spirito. Gli italiani in America, Belgio e Germania hanno lavorato, non hanno rubato nè stuprato e molto spesso si sono fatti anche una notevole posizione. Voglio farti una semplice domanda che nasce spontanea come naturale conclusione del tuo discorso. Se i rom fossero venuti in Italia con l’intenzione di lavorare e di istruire i figli, come fanno ad esempio altri immigrati verrebbero discriminati? Ma sai quanti stranieri lavorano in Italia e rispettano le regole? Vogliamo parlare dei filippini? Perchè dovremmo relegare solo i Rom, per cultura? E perchè la cultura rom dovrebbe risultarci più indigesta di quella filippina?
Siamo entrambi polemici, vai tranquillo
Beh, anche s.egidio parla per esperienza diretta, e se permetti tendo a non fidarmi di nessuno dei due: recita l’antico proverbio cinese, tutto cio` che puoi dire di un elefante da vicino e` che e` grigio.
Non mi interessa affatto cosa gli italiani in america, belgio o germania sono andati a fare *nella realta`*, ti dico solo quello che all’epoca era il senso comune: italiani ladri e criminali. Appunto per sottolineare che il senso comune non vale quasi nulla.
Per quanto riguarda le differenze tra rom ed altri immigrati la faccenda ha molte sfaccettature. Alcune ovvie: molti rom italiani non sono immigrati, sono qui da secoli e sono cittadini italiani quanto i toscani o i sardi, quindi ha poco senso paragonarli agli “altri immigrati” dato che non fanno parte della categoria. Ha un senso paragonarli alle altre minoranze etniche della nostra penisola e in tal caso la differenza salta agli occhi: per una assenza di rappresentanza i rom *non* sono riconosciuti come minoranza e quindi la discriminazione e` evidente e inconfutabile.
Per quanto riguarda gli altri, i rom e sinti che invece *sono* immigrati ci sono molte ragioni per cui l’integrazione puo` risultare difficile (cmq non mi sembra che quella di “altri immigrati” sia tanto facile ..): innanzi tutto c’e` un ambiente naturale dove farli andare, ovvero i rom italiani, il quale ambiente ha i problemi succitati. Inoltre i lavori tradizionali delle genti rom e sinti sono legati ad un mondo agricolo la cui scomparsa e` la causa prima di migrazione.
Insomma di motivazioni per una integrazione difficile ce ne sono molte, nessuna di queste definitiva: la situazione dei rom attualmente in italia e` dovuta principalmente a un disinteresse generalizzato da parte di chi l’integrazione la deve promuovere, cioe` i ricchi e forti. Il fatto che non si trovino dati e studi attendibili sono una prova del disinteresse di lungo periodo.
Altre differenze sostanziali sono che l’immigrazione rom e` di lungo o lunghissimo periodo, mentre le altre genti che citi stanno pochi anni in italia per poi tornarsene in patria o andare in paesi migliori.
Posso andare avanti all’infinito, dimmi tu se basta a convincerti che il paragone con “altri immigrati” e` inutile e fuorviante.
No, no, per favore: non smettetela! E’ interessantissimo!
Talmente interessante che dico la mia… ancora.
Che ci sia discriminazione culturale e’ vero, nei confronti di tanti.
Che l’integrazione sia sempre difficile e richieda tempo e’ vero, per tanti.
C’e’ qualcosa nei rom, pero’, per lo meno in quelli “semistanziali” (dasnake, scusa se continuo a chiamarli cosi’ ma e’ il termine piu’ appropriato che mi viene in mente: sono nomadi per tradizione ma non sono piu’ nomadi sul serio… sono semistanziali?), che mi lascia molto perplesso e che mi da fastidio.
Non posso parlare per esperienza diretta, come Sardauker, ma per esperienza raccontata con solo un grado di separazione. Una delle mie piu’ grandi amiche a Milano fa parte della polizia municipale (o polizia locale, o come diavolo si chiama adesso) e spesso si trova a dover andare a fare servizio nei campi rom perche’ sono stati denunciati furti, piccole rapine, etc. Capita talmente spesso che ormai conosce di persona i personaggi importanti dei campi che regolarmente le dicono (o dicono ai suoi colleghi) se il malfattore sia o meno del loro campo e, in casi molto particolari, restituiscono pure il maltolto.
Rimane il fatto che queste persone non hanno nessuna intenzione di provare a cambiare le proprie abitudini: non vogliono smettere di rubare (gli sono stati offerti lavori che hanno rifiutato) e non vogliono vivere nelle case (gli sono state offerte pure quelle e hanno rifiutato).
Ora, non metto in dubbio che ci sia una parte della popolazione rom ben integrata, ma quella parte che sta nei campi nomadi a me sta terribilmente sullo stomaco, perche’ non riesco a vederla come una minoranza come possono essere gli indiani d’America o i turchi in Italia.
Apprezzo molto il sofisticato equilibrismo dialettico di dasnake nel puntualizzarci quale definizione sia più appropriata, e a cogliere le delicate sfumature tra immigrati. Ma il problema è che per quanto il tuo intervento soddisfi il palato intellettuale lo trovo terribilmente poco concreto. Qui il problema è che i filippini lavorano e i rom rubano e, come sottolinea giustamente Nexus, non hanno alcuna intenzione di smettere di farlo. Se fossimo in un processo e ne fossi il giudice ti intimerei di rispondere alla domanda. Non penso che un’osservazione come “…ha poco senso paragonarli agli “altri immigrati†dato che non fanno parte della categoria…” sia molto utile ad affrontare il problema. Dici “Non mi interessa affatto cosa facessero gli italiani in america, belgio o germania ” invece dovrebbe interessarti ma lasciamo stare il discorso.
La colpa della situazione sarebbe quindi “… chi l’integrazione la deve promuovere, cioe` i ricchi e forti” . Come si fa a promuovere l’integrazione a chi non la vuole accettare?
Sono dispiaciuto che il mondo agricolo nell’est europeo stia scomparendo ma non è un problema su cui poossiamo fare qualcosa, qui si vuole vivere fuori dalle regole questa è la verità .
Rispondi su questi punti per favore.
Partendo dal fondo: l’integrazione si promuove con la forza, quando e` importante, esattamente come si e` fatto per quelle popolazioni d’italia di cui ci importava qualcosa nel periodo di urbanizzazione e industrializzazione.
Sembra una cosa orribile da dire, dopo aver subito costante indottrinamento sul fatto che la cultura e la tradizione siano cosa cristallizzata e immutabile da preservare ad ogni costo, ma in verita` le societa` si plasmano e si modificano.
Lasciar stare sui rom, non considerarli e poi molti anni dopo lamentarci che non sono conformi alla nostra visione e` assurdo.
Non sono interessato a cosa facessero veramente gli italiani migranti d’inizio secolo, perche` non e` quello il punto, il punto e` cosa i simone dell’epoca pensavano: italiano ladro innato. E si sbagliavano anche se indubbiamente parlavano per esperienza diretta di furti e criminalita` subite o viste.
Venendo all’ultimo (il primo del tuo discoroso) punto e il piu` importante: abbiamo passato millenni di storia giuridica da hammurabi ad oggi, non buttiamola via. Le responsabilita` di fronte alla legge sono sempre e solo individuali. Non esistono cose tipo “i filippini lavorano e i rom rubano” esistono solo persone che lavorano e persone che rubano. Alcune di esse saranno rom, altre filippine, ogni correlazione deve essere irrilevante all’atto pratico.
Che poi ci si possa chiedere perche` ci sono tanti rom che rubano e tanti filippini che lavorano e` ragionevole, ma bisogna stare attenti. Innanzi tutto bisogna assicurarci che la classificazione che si fa sia coerente, altrimenti diciamo piu` fuffa di quanto gia` non si faccia classificando le persone a tronconi. In questo senso non e` assolutamente inutile capire se i rom si possono paragonare o meno agli altri immigrati.
Alcuni – molti – non sono immigrati, molti degli immigrati lo sono di lungo corso, le loro dinamiche sono completamente diverse da quelle dei filippini che vengono stagionalmente a pulire cessi.
I rom immigrati spesso hanno un paese d’origine che non li riconosce e non li vuole indietro. Ovviamente le loro dinamiche sono diverse da chi invece emigra per lavorare e mantenere una famiglia in patria.
Insomma, di nuovo si puo` andare avanti all’infinito a dire che ci sono problemi grossi a paragonare rom a filippini, sei persuaso?
E comunque, anche se avesse un senso (non lo ha, ripeto), che te ne fai? Supponiamo anche che tu abbia ragione, che i rom rubano piu` dei filippini, che te ne fai di questa informazione?
La usi per decidere a chi sparare la domenica pomeriggio?
Non diciamo puttanate, una societa` come la nostra funziona bene se si applica la legge bene, seguendone i principi. Si puniscono i ladri e si premiano i lavoratori, senza distinzioni di etnia, non tanto perche` sia moralmente soddisfacente non farlo, ma quanto perche` e` inutile.
Partendo dall’inizio (non sarò breve):
1.L’integrazione si promuove con la forza: sono perfettamente daccordo. Facciamolo.
2. italiani migranti d’inizio secolo: daccordo in parte. Capisco quello che vuoi dire, che si generò un forte pregiudizio sugli italiani, il tuo era solo un esempio. Ok ci sto. Anche se ” …esperienza diretta di furti e criminalita subite o viste” ho seri dubbi.
Ti faccio però presente che partendo da lì gli italiani ora dirigono multinazionali, sono sindaci di città e vincono Premi Nobel, non accattonano col figlio in braccio ai semafori.
3. rom e filippini: daccordo in parte con tendenza al disaccordo. So che nel mio discorso c’era una certa dose di superficialità e ti do ragione sulle profonde differenze tra la comunità filippina e quella rom. Ho semplificato troppo il discorso, ma a fin di bene. Detto questo se si vuole negare, stanti le succitate classificazioni, che una comunità strutturata come quella rom sia un contesto in cui proliferino, degrado, sporcizia, accattonaggio infantile, furto ecc. la discussione non può proseguire. Sono persuaso anzi persuasissimo che ci siano grossi problemi a paragonare rom e filippini, vanno affrontati in maniera molto differente ma il problema di legalità comunque resta tale. I filippini sono comunque una minoranza etnica residente che rispetta la legge ( c’è gente che è in Italia da 24 anni) e non vengono stagionalmente a pulire i cessi.
4. discorso Hammurabi: totalmente in disaccordo:è un puro sofismo. Sarebbe come dire che i mafiosi di corleone e le brigate rosse vanno trattati individualmente perchè sono sempre persone che uccidono. I Rom rubano e sfruttano i propri figli per la strada, bisogna che lo accetti questo fatto. Se trattassimo il problema individualmente, come dici tu, dovremmo fermare 2.000 ladruncoli per poi accorgerci che 1.900 sono rom ma non potremmo mai dire: “Attenzione, c’è un problema, cerchiamo di risolverlo…” , bensì dovremmo trattarli come tanti casi isolati.
5. Conclusione su “…si puniscono i ladri e si premiano i lavoratori”: disaccordo totale.
Nessuno vuole giudicare i rom per la colpa di essere rom. Io non voglio sparare a nessuno la domenica ma il tuo discorso non regge semplicemente perchè non è risolutivo, il problema rom va affrontato in quanto tale, tenendo bene presenti le caratteristiche di questa comunità che tu e Nexus avete perfettamente descritto. Non va assolutamente trattato individualmente. C’è semplicemente un contesto che crea problemi di legalità , sicurezza ecc. Ora se si tratti dei rom, della camorra o dei separatisti sardi va affrontato comunque nella sua interezza, cercando di comprenderne le ragioni.
Grazie Nexus per lo spazio e scusa se ti monopolizziamo il blog.