Dato che sono davvero a corto di energie, in questo periodo, vi lsacio adesso alla prima parte del racconto di Lunedi’ scorso, prima che me ne dimentichi per sempre.
Spero di potervi raccontare anche il resto a breve…
In Corea il 5 di Maggio e’ la festa dei bambini (어린ì´ë‚ , Orininal) ed io avrei dovuto passarlo in laboratorio (gli studenti del mio professore non hanno giorni di vacanza, nemmeno le feste nazionali, se non per le due piu’ importanti festivita’ coreane il Chuseok (주ì„) ed il Solnal (ì„¤ë‚ ), che durano tre o quattro giorni se va bene).
Potete immagine che la notizia mi abbia lasciato molto amareggiato, soprattutto perche’ avevo gia’ programmato di poter passare la giornata facendo volontariato, senza contare che, nell’ultimo periodo, mi sono sentito particolarmente disamorato del mio dottorato. Ho deciso quindi, su consiglio di uno degli altri membri, di parlare del mio problema con il professore, il quale ha dato il suo benestare alla mia “libera uscita” ed, anzi, ha addirittura superato le mie aspettative dicendomi che se sentiro’ la necessita’ di prendere una pausa ogni tanto potro’ farlo senza troppe preccupazioni.
E’ stato cosi’ che ho avuto la possibilita’ di partecipare ad una di quelle giornate che, per me, cambiano la prospettiva sul mondo, mi tirano su il morale e mi ridanno voglia di lavorare (purtroppo per poco…).
Sveglia molto presto, intorno alle 6.45, per lavarsi e vestirsi, appuntamento alle 7.40 davanti all’ingresso nord dell’universita’. Si sale in macchina e si aspettano le persone che mancano, poi via verso il parco che ospitera’ le attivita’ ricreative ed il pic-nic. Arrivati al parco, accompagnati da uno splendido sole estivo e da una discreta brezza mattutina, ci si da da fare per scaricare la macchina ed appendere i cartelloni di benvenuto tra gli alberi. Passa all’incirca un’ora ed arrivano, alla spicciolata, altri membri del gruppo di volontari: si chiacchiera, si ride, si ripassa il piano per la giornata.
Finalmente arrivano anche i protagonisti delo show, ovvero i bambini, osptiti di un orfanatrofio dove sono stato una volta qualche mese fa. All’inizio c’e’ un po’ di confusione nell’accoppiamento dei volontari con i loro “fratelli minori” (letteralmente, dal coreano ë™ìƒ ): ci sono tre stranieri nel gruppo di volontari (io e due ragazze) che per forza di cose vanno accompagnati ad un volontario indigeno, non parlando la lingua. Questo scombussola l’idea iniziale di un rapporto uno a uno, ma presto la questione e’ risolta. Nel mio gruppo, formato da tre volontari e due bambini, Rosie (una insegnante americana di 25 anni) riscuote subito un ottimo successo con il maschio, il piu’ piccolo dei due, che non si vuole staccare da lei nemmeno per un attimo e che trova la mia peluria particolarmente ripugnante. La femmina, di nome Na-yong (나ì˜), eta’ 14 anni, e’ invece un piuttosto timida, ma si apre un di piu’ con Hyon-Jin (현진), la ragazza che mi ha introdotto al volontariato in Corea.
Parte delle micro-famiglie si incammina cosi’ verso la pista di pattinaggio, mentre altri verso una piccola fiera con annesso luna-park, allestita per l’occasione. Arrivati alla pista di pattinaggio e’ il momento di dare sfogo alle proprie energie: tutti si divertono un sacco, anche chi rimane a guardare a bordo pista, perche’ lo spettacolo all’interno dell’anello e’ decisamente interessante. May, la terza straniera tra i volontari, anche lei insegnante, da prova di grande coraggio ed abilita’ pattinando per la prima volta senza mai cadere, mentre molti altri ragazzi cercano di insegnare ai bambini piu’ piccoli come pattinare. Non mancano cadute di gruppo con relative risate (stranamente nessun pianto!).
Un momento particolarmente interessante che mi ha visto protagonista e’ stato quando il piccolo Song-gun e’ dovuto andare in bagno e Rosie, ovviamente, non l’ha potuto accompagnare. Mi sono quindi improvvisato trasportore di carta igienica (che nel bagno dove era andato era finita) e l’ho aiutato a rivestirsi (affare per niente semplice, sui pattini, specialmente se e’ la prima volta che provi).
Dopo un’oretta di pattinagigo ci siamo divisi: Jin e’ rimasta con Na-yong a pattinare, mentre io, Rosie ed un’altra ragazza coreana abbiamo portato Song-gun al parco giochi, dove la piccola peste (ma non solo!) si e’ divertita a fare gri in giostra e su animali motorizzati, mentre io ho dato prova di (inesistente) abilita’ su un toro meccanico.
A mezzogiorno tutti al parco per il pranzo, poi attivita’ di gruppo: quiz a premi, caccia al tesoro ed una buffa gara di velocita’. Qui la mia peluria si e’ presa una rivincita, venendo molto apprezzata da una bambina con cui ho partecipato alla gara di velocita’.

Dov’essere una bella esperienza davvero e poi ho visto le foto e suppongo vi siate TUTTI divertiti tantissimo.
Deve essere stata una giornata stupenda! Programmate per divertire i bambini….e poi ci si diverte ancor più di loro!
Aspetto al più presto la seconda parte!
elisa
Il 5 Maggio e’ la festa dei bambini anche in Giappone
http://en.wikipedia.org/wiki/Kodomo_no_hi
Curioso che scrivere “Children’s Day” su Wikipedia riporti la notizia “In Italy, Children’s Day is not celebrated”!!!
Comunque, e’ indubbio che il 5 Maggio sia un giorno speciale