Ho appena spedito una email al sig. Ricardo Franco Levi. Il testo e’ il seguente:
Spettabile sig. Ricardo Franco Levi,
mi chiamo Massimo Fierro, ho 27 anni ed ho conseguito in Aprile la laurea in Informatica (quinquennale). Mi trovo attualmente in Corea del sud per continuare gli studi tramite la frequentazione di un corso di dottorato di ricerca, dottorato che non mi sono nemmeno sognato di provare in Italia (immagino che lei sappia perfettamente perche’).
La Corea del sud e’ un paese ben lontano dall’essere esente da difetti, tutt’altro, ma le dico in tutta franchezza che, ogni volta che penso che mi piacerebbe tornare in Italia finito il dottorato, penso anche alla terrificante situazione in cui versa il mio paese natale e… tutta la voglia scompare all’improvviso.
La nuova proposta di legge sull’editoria non fa altro che rafforzare la mia idea che l’Italia non mi vedra’ piu’ e cerchero’ di spiegarle perche’.
Pur con tutti i suoi problemi, sono sempre stato convinto che l’Italia fosse ancora un paese dove i diritti dell’uomo fossero tutelati. Cito dalla Costituzione Italiana, art. 2 (http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm):
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarieta politica, economica e sociale.”
Tra i diritti dell’uomo, signor Levi, e’ chiaramente presente il diritto alla liberta’ di espressione. Cito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, art. 19 (http://www.interlex.it/Testi/dichuniv.htm):
“Ogni individuo ha il diritto alla liberta’ di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”
Come lei ben sa Internet e’ uno dei principali mezzi di espressione ed e’ caratterizzato dalla facilita’ di accesso (non in Italia, vista la forte disparita’ di servizi tra le zone urbane e quelle meno popolate) e dalla facilita’ di utilizzo (esistono piattaforme che consentono di aprire siti personali nel giro di pochi minuti).
Inoltre il DDL definisce il prodotto editoriale (cito dal capo 1, articolo 2) nel seguente modo:
“1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalita di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso e realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.”
Sembrerebbe quindi che nella definizione ricadano anche i siti personali o amatoriali presenti su internet in quanto possono essere tanto di informazione (pensi ad esempio, a qualcuno che riporta una notizia per poi commentarla), di formazione (ci sono tantissime iniziative di formazione gratuita online, da semplici “tutorial” e “howto” a veri e propri corsi), di divulgazione (Internet e’ lo strumento di divulgazione per eccellenza) ed anche di intrattenimento (vi sono una quantita’ di siti dedicati all’umoristica, sempre per farle un esempio).
Se per caso venisse il dubbio che attivita’ non a scopo di lucro possano non essere intese come attivita’ editoriali, l’articolo 5 dello stesso capo recita:
“1. Per attivita editoriale si intende ogni attivita diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonche alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attivita editoriale puo essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalita non lucrative.”
Insomma, pare proprio che non ci sia scampo: per esprimere la propria opinione su Internet si dovra’ essere iscritti al ROC, pagare i relativi bolli e che non si potra’ fare a meno dell’aiuto di un giornalista iscritto all’albo. Le sembra palusibile? Evidentemente no, visto che (cito dal sito di Republica http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/blog-grillo-levi/blog-grillo-levi.html):
“Levi insiste: “Con l’obbligo della registrazione non pensiamo al ragazzo che realizza un sito o un blog ma a chi, con la carta stampata, e con internet, pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato dell’editoria”.”
Qui casca l’asino, signor Levi: quando il disegno di legge diverra’ legge non contera’ cosa pensate o lo spirito con cui la legge e’ stata formulata, ma solo il suo testo, teso che definisce i termini “prodotto editoriale” e “attivita’ editoriale” in un modo tale da includere qualsiasi (e sottolineo qualsiasi) prodotto di Internet.
Mi viene il dubbio che lei non abbia nemmeno letto il testo che ha presentato.
Se il vostro scopo, signor Levi, era quello di rendere ancora piu’ potenti i potenti (che di solito sono gli unici che querelano per diffamazione), come ben espresso dalla sig.ra Peron (cito dalla stessa pagina di Repubblica: “Questo nuovo disegno di legge, invece, classifica la diffamazione in Internet come aggravata”), avreste potuto semplicemente modifcare i regolamenti riguardanti la diffamazione, visto che del Garante per le comunicazioni davvero non si puo’ dire che sia un organo imparziale (anzi, direi che e’ palesemente al servizio di pochi… il caso Rete4 le ricorda niente?).
Naturalmente in tutta questa confusione non puo’ non sovvenirmi, come fulmine a ciel sereno, il blog di Beppe Grillo: non e’ che, per caso, la recente manifestazione nota come “Vaffanculo day” c’entra qualcosa in questa repentina revisione della legge sull’editoria?
Le chiedo quindi di farsi un esame di coscienza e ritirare il disgno di legge che ha presentato, visti gli evidenti difetti che lo caratterizzano, e la inviterei a spronare i membri del governo ad affrontare questioni ben piu’ importanti ed urgenti: ad esempio il conflitto di interessi, non risolto nei precedenti cinque anni di governo di centro-sinistra ne’ tantomeno nel primo anno del “nuovo” governo, il caro vita (provi a chiedere a sua moglie di fare la spesa con 500 euro al mese, poi mi dica se e’ posibile farla con 300), i regolamenti bancari (piu’ che di banche si dovrebbe parlare di societa’ di strozzinaggio) e tanti altri ancora.
Nel caso le venisse il dubbio che io “non abbia il diritto” di scriverle tutto questo, signor Levi, le ricordo che nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, articolo 21 comma 1, si afferma che “Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti”, cosa della quale sembra che la maggior parte dei cosidetti “onorevoli” si sia scordata (cosi’ come si e’ scordata il motivo per cui porta tale titolo): ogni individuo, signor Levi, non solo quelli che piacciono a voi.
dr. Massimo Fierro (del mio titolo sono sicuro)
P.S. Nel caso avesse tempo, che ne direbbe di ricordare ai signori parlamentari e senatori tutti che (articolo 7 della Costituzione Italiana): “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”?
Ne ho abbastanza di sentire parroci, vescovi e cardinali tuonare contro “il monopolio dell’etica” (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3666&ID_sezione=&sezione=): la chiesa cattolica si scorda che la vita trova la sua conclusione assolutalmente naturale nella morte e che in casi come quello del sig. Welby la vita sarebe terminata ben prima, se non fosse stato per le cure somministrate. Che lascino crepare la gente in pace.







6 responses so far ↓
1 innovatel // 2007-10-20 at 10.42 am
@NeXuS -> HAI PERFETTAMENTE RAGIONE! L’idea della legge a pensate è molto carina come soluzione … però non penso che in una sede legale abbia molto valore. Poi si vengono a chiedere perchè le grandi mente italiane vanno all’estero a fare i ricercatori e le grandi scoperte… coincidenze?
2 Nemuriko // 2007-10-20 at 1.18 pm
Grande!
io non gli scrivo perché sono troppo poco diplomatica e molto (ma molto) più incazzosa.
3 Amber // 2007-10-22 at 7.33 am
Hai scritto in maniera impeccabile, ma non la leggerà neppure, mi spiace.
PS Se vuoi un consiglio, stattene all’estero. Ormai l’Italia è in mano ai clandestini e ai delinquenti
4 NeXuS // 2007-10-22 at 8.55 am
@Lobotomia: Mi spiace ma il tuo commento e’ stato cancellato. Non e’ molto educato usare i blog altrui per farsi pubblicita’ (self-reference ti dice niente?).
@Amber: Grazie per i complimenti. A dirtela tutta la mail sta rimbalzando sul mailer della Camera dei deputati… mah.
Inoltre sto seriamente pensando di starmene all’estero, come mi consigli, ma, nonostante sia passato davvero poco tempo, sto anche pensando che la Corea non e’ proprio il posto adatto!
5 Graz // 2007-10-25 at 5.40 pm
GOGOGO Max! Almeno in corea non ti possono arrestare per “aver esercitato il proprio diritto di parola a danno dei potenti”, beh qui penso sia la prossima legge al varo…
Mettiamoci daccordo sullo stato e ci si vede la!
6 Ma che grandi teste di cazzo! | The Brain Machine // 2008-12-16 at 11.30 pm
[...] Lettera [...]
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